androidi troppo umani

In un futuro prossimo, una potente società americana, la Delos, ha creato in una imprecisata, grande isola tropicale tre grandi parchi di divertimento: le tre Disneyland sono dislocate su aree vaste ma attigue: ci sono WestWorld, che propone ai visitatori il brivido del far West senza legge e senza morale, un secondo parco a tema “epoca dello Shogun e dei samurai” in un Giappone barbarico, un terzo nell’India coloniale britannica. Il soggetto non è particolarmente originale, poiché la saga di Jurassic Park poneva analoghi dilemmi di fondo: l’uomo può, con la sua evoluzione nelle scienze biotecnologiche, peccare di hybris contro la Natura? O ne pagherà il fio? I neo-dinosauri di Jurassic Park non erano però robot perfetti con cervelli bionici e programmati, ma neonati completamente biologici in cattività poco efficace per gli intelligenti e possenti T-Rex e Velociraptor; nella piramide biologica a metà film scavalcano gli umani sbranandosene un tot, sino a che il coraggio e l’astuzia di qualche umano non riescono a organizzare la solita fuga insanguinata dall’isola caraibica. Dietro Jurassic Park e WestWorld c’è lo stesso scrittore: Michael Crichton.

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«An eccentric kind of hunger»

The duellist demands satisfaction. Honour, for him, is an appetite. This story is about an eccentric kind of hunger.
Ridley Scottt, The duellists (1977), con Harvey Keitel e Keith Carradine

(dal racconto The duel di Joseph Conrad, 1908: «”In questa faccenda, secondo me, c’è stato dal principio alla fine qualcosa che nessuno di noialtri, nell’esercito, è riuscito a capire” dichiarò lo chasseur dal naso sbreccato. “È cominciata nel mistero, nel mistero è proseguita, e nel mistero, a quanto sembra, deve finire”»)

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